Il rientro dalle feste

Il rientro dalle feste

Il ritorno al tugurio universitario...

PADOVA - Tornare al mio tugurio universitario patavino, dopo la pausa natalizia, ha sempre richiesto un certo sforzo. 

Tanto per cominciare, il bagaglio su due ruote raddoppiava di volume, ricolmo di lenzuola, asciugamani e tovagliato lavati e inamidati, pronti per un nuovo round stagionale.

Nello zaino in spalle, i libri dell’esame da preparare e gli ultimi pacchetti da consegnare alle coinquiline per uno scambio di regali postumo.

Nella mano libera, una confezione di pandoro intatta residua delle feste, perfetta per la colazione della prima settimana fuori casa.

Così equipaggiata, scendevo dal treno e m’incamminavo verso l’autobus e poi lungo tutta la via pedonale, fino alla porta di casa. La pioggia o la neve rendevano il tutto più rocambolesco.

Una volta rincasata, la temperatura interna e le condizioni igienico-sanitarie dell’appartamento davano il colpo di grazia: la nostalgia di casa allora toccava i massimi livelli.

Ma verso sera, tipicamente, al ricongiungersi del nostro quartetto ogni malinconia passava e si ritornava a respirare quel fantastico clima spensierato e contagioso, che aveva il gusto della libertà, dell’amicizia e, si, anche della famiglia.

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