Come lo servo in tavola il Pandoro?
Il dolce natalizio più amato dagli italiani…
CUCINA: E’ forse il dolce natalizio più amato dagli italiani… quando arriva il suo momento tutta la famiglia riunita a tavola, dai nipotini al bisnonno, esulta con urla belluine (chi ancora riesce a emettere suoni dalla bocca nonostante tutto ciò che ha mangiato)…
Eppure ogni santissimo Natale la sua preparazione non è perfetta al 100%... una fetta è più sottile di un’altra… lo zucchero a velo non è uniforme… ecce cc… Ma niente panico: il 25 dicembre questa volta il pandoro che gusterete sarà presentato in maniera esemplare!!
Eccovi due modi ingegneristici infallibili per servire il pandoro a livelli Carlo Cracco elevato alla + infinito.
1) LA STELLA: tagliate orizzontalmente il pandoro proseguendo dall’alto verso il basso per garantire stabilità alla struttura pandorica, ottenendo delle fette a forma di stella (esagonale solitamente). Utilizzate un righello per assicurarvi che il deltaH che definisce lo spessore di ciascuna fetta sia costante. Per rendere l’idea, è un po' come sezionare la patata di Cauchy in scienza delle costruzioni. Successivamente spargete a pioggia lo zucchero a velo su ogni fetta tenendo sollevata la bustina con un’inclinazione di 60 gradi e spolverandolo a velocità costante.
2) I TARTUFINI: Operate una discretizzazione in due variabili del pandoro tagliandolo in piccoli dadini. Successivamente immergeteli nel latte e lasciateli in ammollo fin quando i micropori del pandoro sono saturi del liquido in questione. Senza applicare tensioni efficaci (vedasi principio di Terzaghi) sui dadini uniteli a gruppi di 4 o 5 e aggiungete farina di noci, pezzetti di arancia candita e innaffiate leggermente con rum o grappa. Amalgamate ciascuna pallina così ottenuta in modo tale da distribuire bene al suo interno tutti gli ingredienti e mettete in frigorifero qualche ora prima di servirle in tavola.

