Se i muri potessero parlare...

Se i muri potessero parlare...

I segni che portano valgono più di tante parole...

PADOVA - Se i muri di un appartamento potessero parlare, ne avrebbero di cose da dire… ma in alcuni casi i segni che portano valgono più di tante parole e, come ogni cicatrice che si svela, risvegliano racconti e ricordi. 

L’arredo del nostro trilocale, raccattato tirando insieme qualche avanzo tarlato di case della nonna, era tremendamente lugubre.

Pensammo bene di puntare sull’allestimento delle pareti che, nel giro di pochi giorni, conquistarono il record della più alta concentrazione di fori per metro quadro nella storia.

L’intonaco scadente non era d’aiuto così, ai trafori ottenuti per via dei chiodi piantati male dovemmo sopperire aggiungendo ulteriori elementi tappezzanti: poster, bandiere, cartelli stradali dismessi, tutto valeva.

La cucina, interamente piastrellata, diventò dopo alcuni mesi l’angolo dei pensieri estemporanei, saluti di ospiti in visita, liste della spesa. L’effetto scenico, quando anche l’ultima piastrella fu riempita, era strabiliante.

L’ultima frontiera del wall painting la raggiungemmo in estate.

I resti esplosi di zanzare spiaccicate sui muri, macabre costellazioni che gravitavano intorno ai letti, regalavano alla parete quel tocco in più di vita vissuta e consumata.

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