Ripasso vincente

Ripasso vincente

L'appuntamento con noi stesse.

PADOVA - Non c’è universitario che non si costruisca, nel corso del tempo, un personale rituale di preparazione all’esame.

Scaramantiche abitudini e amuleti porta-fortuna, ci sarebbero da scrivere pagine e pagine.

I miei preparativi si basavano su una sfibrante giornata di ripasso a voce alta di tutti i testi previsti, in un tête-à-tête di 24 ore con la mia compagna di corso Ilaria, il giorno prima dell’esame.

Solo due aspiranti psicologhe ansiose e ligie al dovere potevano partorire una strategia tanto distruttiva. Fatto è che, superato con successo il primo ostacolo, ci convincemmo fosse la tecnica vincente, e demmo inizio a una tradizione destinata ad entrare nei nostri papiri di laurea.

Il tour de force si interrompeva solo per i pasti principali.

Voce alta, un capitolo dopo l’altro, in un cadenzato confronto alternato, come davanti a uno specchio, tiravamo dritto fino a che le forze ce lo consentivano, e poi ci trascinavamo a letto, quasi del tutto afone e deliziate dalla sensazione di aver dato “il massimo”.

Oggi penso che fosse quello il nostro vero giorno dell’esame. Un impegnativo, ma irrinunciabile, appuntamento con noi stesse.

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