GoodByte!

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Conosciamo gli Ingegneri Informatici!

BRESCIA - Le vacanze sono finite e per i nostri aspiranti Ing. è tempo di sfoggiare la tintarella fra i corridoi di via Branze. Al di là del fatto che per questa categoria di studenti vedere la luce del giorno non è così scontato...

Magri come pallide lucertole, si nascondono in bunker ed escono solo di notte per incontrarsi nelle loro caverne, dove cercano un rimedio per contrastare l’odore dell’aglio, come veri vampiri… Sono ovunque intorno a noi, invadono i nostri parchi, le nostre città… succhiano il silicio dei nostri computer: sono gli Informatici.

Detti anche “infornatici”, poiché i loro neuroni cuociono a fuoco lento durante le lezioni di Java: da qui la duplice sigla per indicare la CPU (Central Processing Unit ma anche Cooperativa Pizzaioli Universitari). La programmazione dei computer crea seri problemi di empatia sociale, tant’è che un informatico potrebbe rivolgerti la parola in codice binario. Oltretutto si narra che il cavo di alimentazione dell’amato PC (davanti al quale stanno incollati 25 ore al giorno) venga usato da questi individui come ricaricatore ombelicale.

La loro testa, che deve essere nutrita con un overflow di caffè, non sopporta tutto questo stress e pertanto inizia a disfarsi delle cose che la appesantiscono: i capelli.

Per chiudere il rapporto, ecco una news: dall’anno prossimo verrà fornito un aspirapolvere in miniatura come utilissimo gadget a tutte le matricole di informatica: infatti i loro colleghi più vecchi hanno intasato i cestini delle aule a furia di perdere la chioma, proibendo la raccolta differenziata.

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